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Dalle mosse di Trump sui chip AI al nuovo scontro per il controllo dei contenuti globali sull’intrattenimento multimediale.
Trump apre alle esportazioni di chip H200
La Casa Bianca ha approvato le esportazioni del chip H200 di Nvidia verso la Cina, imponendo una tariffa del 25%. La decisione rappresenta un cambio di passo dell’amministrazione USA dopo mesi di incertezza sui controlli alle esportazioni per le tecnologie strategiche, anche se l’autorizzazione riguarda solo clienti approvati e si presenta come un compromesso politico che permette agli Stati Uniti di mantenere una supervisione stringente.
Sul piano macroeconomico, la mossa apre nuovamente un canale commerciale molto remunerativo (non solo per chi vende, ma anche per chi incassa il lauto dazio) che negli ultimi due anni era stato fortemente limitato. Ma il tutto non è avvenuto in assenza di critiche, mosse dalla preoccupazione che tecnologie strategiche come quelle legate allo sviluppo dell’AI siano materia di sicurezza nazionale prima che economica, il cui equilibrio ora sarà più fragile.
I mercati hanno reagito positivamente, con Nvidia (NASDAQ:NVDA +1,72%) e AMD (NASDAQ:AMD +1,44%) in rialzo ieri e positivi in apertura oggi sopra il punto percentuale, mentre i produttori cinesi hanno subito pressioni in vendita. Per gli investitori, questa decisione ridisegna le aspettative sulle esportazioni USA-Cina e alimenta la percezione che le tensioni geopolitiche possano alternare fasi di apertura e irrigidimento.

Tra i produttori principali di chip, Intel (NASDAQ:INTC) vive invece un momento contrario. Dopo aver toccato un nuovo massimo relativo intorno ai 44 dollari grazie alle voci di un possibile ritorno come fornitore di chip M-series low-end per Apple, il titolo ha prima guadagno (sulla scia dell’entusiasmo) e poi perso (per prese di profitto) circa l’8% in poche sedute, chiudendo a 40,50 dollari. L’8 dicembre, nuovo ribasso del 3% dopo l’uscita di un report di Wedbush ripreso da molti analisti: il boom AI fa salire i prezzi delle memorie (DRAM/NAND, circa 20% dei costi PC), comprimendo i margini di Intel, esposta a segmenti tradizionali (PC e server tradizionali).

Quindi, mentre Nvidia e AMD beneficiano della domanda di chip per data center, Intel non riesce a sfruttare a pieno questa fase di entusiasmo dell’industria.
Paramount contro Netflix: parte l’offerta ostile su Warner Bros.
Paramount (NSDQ:PSKY) ha lanciato un’offerta pubblica di acquisto ostile su Warner Bros. Discovery (NSDQ:WBD)da 30 dollari per azione, superando la precedente proposta da 27,75 dollari avanzata da Netflix (NSDQ:NFLX). L’operazione valuta Warner Bros. oltre 108 miliardi di dollari (debito incluso) e apre una potenziale nuova fase di consolidamento nell’intrattenimento globale. L’azienda ha 10 giorni per valutare l’offerta, pur mantenendo al momento la raccomandazione favorevole all’accordo con Netflix.

Le implicazioni di questa sfida vanno oltre la transazione finanziaria. Il settore dei media vive una trasformazione che spinge a concentrare contenuti, studios e piattaforme. Le autorità antitrust in giro per il mondo osserveranno con attenzione, soprattutto perché entrambe le offerte potrebbero rafforzare significativamente il peso dei grandi player dello streaming. Il coinvolgimento diretto della politica statunitense poi, con Trump che ha definito “un problema” le quote di mercato in gioco, dimostra quanto la dimensione regolatoria sia ormai centrale.
La reazione del mercato è stata immediata: Warner Bros. nelle ultime sedute è salita, Netflix ha perso terreno e Paramount ha beneficiato del rilancio e della contesa in atto. Per gli investitori, il messaggio è chiaro: il settore dei media sta entrando in una fase di ricomposizione in cui valutazioni, sinergie e regolamentazione avranno un ruolo decisivo, mentre le esportazioni culturali diventano parte di una competizione globale.


Investor toolkit
In un contesto dominato da decisioni politiche e operazioni straordinarie, la razionalità resta la bussola più affidabile. La volatilità delle notizie non deve far perdere di vista la coerenza della propria pianificazione finanziaria.
È un buon momento per verificare se le scelte fatte riflettono davvero gli obiettivi personali e, se necessario, confrontarsi con un consulente indipendente per una revisione consapevole della strategia.



