![]()

La Fed conferma la sua linea prudente sui tassi, ma i conti deludenti di Oracle riportano in primo piano i rischi legati all’AI e al surriscaldamento del mercato.
La Fed e la fragilità del sollievo dei mercati
La Fed ha infine tagliato i tassi di 25 punti base, portandoli al 3,50%-3,75%, in una decisione che il mercato si aspettava e che ha inizialmente generato sollievo. Powell ha definito la scelta “equilibrata” e mirata a rispondere alle recenti tensioni sul mercato del lavoro, mantenendo però “spazio di manovra” per il futuro. Il presidente ha sottolineato che la posizione della banca centrale resta adeguata e che le previsioni di crescita per il 2026 sono state riviste, segnalando un atteggiamento “prudente” del FOMC verso ulteriori tagli.
La lettura prevalente tra gli investitori è stata che la Fed probabilmente effettuerà un solo ulteriore taglio il prossimo anno. Con il rinnovo di Powell e di altri cinque membri del FOMC, l’equilibrio interno potrebbe però mutare sensibilmente il prossimo anno.

La conferenza stampa ha dato ai mercati la rassicurazione che cercavano, con l’S&P 500 (SPX) in rialzo a +0,68% e un dollaro (DXY) poco mosso a -0,61%. Tuttavia, il rendimento del decennale USA (US10Y) oltre il 4,1% indica che gli operatori non si aspettano una lunga fase di allentamento e che il mercato ha già prezzato gli scenari possibili.
Il voto interno al FOMC, con tre dissensi e una maggioranza comunque orientata alla cautela, ha confermato una banca centrale prudente e attenta ai rischi. Nonostante ciò, gli investitori hanno scelto di concentrarsi sul tono morbido di Powell, ignorando parte del messaggio restrittivo, e questo alimenta un mix di fiducia e vulnerabilità tipico di questa fase di mercato.
Oracle e l’eco di un mercato dell’AI troppo caldo
La serata di Wall Street è cambiata quando Oracle (NYSE:ORCL) ha pubblicato con la trimestrale risultati deludenti nella divisione cloud, considerata il cuore della sua svolta verso l’intelligenza artificiale. Il calo del -11,5% nel trading after-hours ha segnato un brusco stop alla narrativa dell’AI come “motore garantito di crescita”.
Gli investitori, già sensibili al tema, hanno interpretato il dato come un segnale che il mercato sta correndo più velocemente della realtà operativa delle aziende.

Oracle nel 2025 ha cavalcato l’onda AI come un ottovolante:
- Partito da 165$ a inizio anno, il titolo è rimasto sottotraccia fino a giugno 2025, quando l’azienda ha annunciato nella trimestrale che i ricavi del comparto cloud AI sarebbero cresciuti del +70% nell’anno fiscale (FY) 2026: è stato il primo vero boom, con un +13% in una sola seduta (12 giugno), da 176$ a 199$, e con il mercato che fiuta il potenziale di data center e partnership Nvidia/OpenAI;
- L’estate consolida l’hype, ma è il 10 settembre (Q1 FY2026) a far esplodere tutto: i ricavi sono leggermente sotto le aspettative, ma le prospettive di crescita nel cloud e la forte domanda accumulata fanno schizzare il titolo con un +36% in una sola seduta, da 241$ a 328$, +240B$ di market cap in un giorno e +95% YTD. Oracle sembra essere entrata nell’olimpo dell’AI;
- Da fine ottobre, però, l’euforia si spegne: -25% in novembre sui timori generali del mercato per la bolla AI, con il titolo che ritraccia a ~220$ pre-trimestrale. Ieri, 10 dicembre (Q2 FY2026), i numeri pur confermando la buona traiettoria sull’AI, vedono ricavi ancora deludenti: -11.5% after-hours, da 223$ a 197$.
Risultato finale: circa un +20% da gennaio (considerata già l’apertura negativa di oggi), tutto trainato dall’entusiasmo AI più che dai fondamentali attuali. Promesse enormi, execution ancora da dimostrare.
Il messaggio che arriva è chiaro: l’euforia per l’AI è reale, ma anche fragile, e basta poco per cambiare il clima di mercato.
Investor toolkit
Quando una storia di crescita viene messa alla prova, come nel caso di Oracle, emerge una lezione utile: l’entusiasmo può accelerare più della realtà. È in questi momenti che vale la pena tornare ai propri obiettivi, evitare letture impulsive e verificare se la strategia adottata rimane solida anche quando l’euforia lascia spazio al dubbio.
Un confronto con un consulente indipendente può aiutare a mantenere metodo e lucidità mentre il mercato cambia ritmo.



