Stabilità mercati ritrovata: Wall St. ed Europa verso nuovi massimi

La Fed rassicura gli investitori, ma si convive con debolezze settoriali: l’AI rallenta, l’Europa risente della geopolitica.

La Fed rassicura e gli investitori sono contenti

Dopo settimane di incertezza, l’intervento della Federal Reserve sembra sia riuscito ad ancorare le aspettative e ridurre il rumore di fondo sui mercati. La postura prudente ma rassicurante della banca centrale ha contribuito a riportare Wall Street su livelli record, proprio mentre il sentiment attorno all’intelligenza artificiale attraversa una fase delicata.

L’S&P 500 (SPX) ha chiuso infatti a 6.901 punti (+0,21%), un nuovo record ufficiale dopo il tentativo non confermato di fine ottobre. Anche il Dow Jones (DJI) con i suoi 4.700 punti (+1,3%) e il Russell 2000 (RUT) con i suoi 2.590 (+1,21%) hanno segnato livelli senza precedenti, mentre il Nasdaq 100 (-0,35%) rimane il grande assente della festa, rallentato dalla debolezza dei titoli legati all’AI (vedi il caso Oracle analizzato ieri).

La buona notizia è che la partecipazione al rialzo si sta ampliando e la spinta di Wall Street non dipende più esclusivamente dalla tecnologia, e questo contribuisce a un contesto percepito come più equilibrato. 

L’Europa segue, ma perde spinta dai settori di peso

In Europa, lo Stoxx Europe 600 (SXXP) si avvicina al massimo storico: la soglia dei 581 punti è stata superata e l’indice dista ormai meno dell’1 % dal picco del 13 novembre a 586.

Il settore aerospazio e difesa, secondo per peso dopo i finanziari e principale motore della performance dell’anno e con un +53% YTD al novembre 2025, ha pesato sul movimento recente dell’indice dopo le possibili concessioni annunciate dall’Ucraina nel tentativo di avviare un cessate il fuoco. La disponibilità di Kiev a considerare una zona smilitarizzata nel Donbas è stata letta dai mercati come un segnale geopolitico importante, accolto con prudenza.

Fonte: morningstar.com

La guerra aveva catalizzato un vero boom nel settore difesa europeo, trainato da ordini per armi e munizioni (Rheinmetall prevede ricavi quintuplicati entro il 2030). I recenti negoziati di pace guidati dagli USA hanno però innescato volatilità: vendite nelle ultime sessioni hanno riportato l’indice settoriale ai livelli di luglio, con cali fino al 6% circa nel mese per timori di una fine della domanda immediata. Nonostante ciò, gli analisti (Citi, JPMorgan) continuano a prevedere crescita strutturale, grazie alla deterrenza NATO e alla clausola di difesa UE, indipendentemente dall’esito del conflitto.

Fonte: morningstar.com

Investor toolkit 

Quando i mercati segnano nuovi massimi, la tentazione è quella di concentrarsi solo sul momento. Ma ogni fase di euforia porta con sé anche segnali più complessi, come si è visto dalla recente debolezza dei titoli legati all’AI. Sono proprio questi contrasti, entusiasmo diffuso da un lato e fragilità settoriali dall’altro, a ricordare l’importanza di una lettura equilibrata. 

Mantenere coerenza con i propri obiettivi e confrontarsi con un consulente indipendente può aiutare a interpretare il contesto senza lasciarsi guidare dall’emotività del breve termine.

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