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Geopolitica, incertezze e appuntamenti USA favoriscono il rally delle materie prime e lo slancio dei mercati azionari.
Mercati azionari verso nuovi massimi
La seduta di ieri ha visto i mercati azionari proseguire il loro percorso positivo da inizio anno, con l’S&P 500 (SPX) che, dopo cinque sedute al rialzo, ha aggiornato i massimi storici a 6.979 punti, avvicinandosi alla soglia 7.000 punti. Al momento i futures americani navigano in territorio positivo e rendono il traguardo simbolico sempre più vicino.

Più indietro il Nasdaq 100, mentre l’Europa, anch’essa prossima a nuovi massimi, trova invece nelle trimestrali di alcuni pesi massimi la conferma di un momento sì positivo, ma più altalenante:
- ASML Holding NV (EURONEXT:ASML) → leader mondiale nei macchinari per microchip (proxy del comparto semiconduttori/AI), ha riportato ordini superiori alle attese nel Q4. Le azioni hanno guadagnato intorno al 5%;
- LVMH Moet Hennessy Louis Vuitton SE (EURONEXT:MC) → colosso del lusso, ha chiuso un trimestre non cattivo, ma non abbastanza buono per soddisfare un mercato che si aspettava un segnale di ripresa vigorosa da quel comparto. Reazione negativa con un calo intorno al 9% giustificato più da delusione relativa che da numeri deludenti.
Accanto alla forza mostrata dall’azionario, continua d’altra parte l’accumulo di volatilità su altri fronti, in particolare nei mercati valutari.
Il dollaro è stato protagonista con la sua debolezza per tutta la scorsa settimana e continua nelle ultime sedute a perdere terreno rispetto alle principali valute, arrivando a toccare quota 1,20 sul cambio EUR/USD, segnando nuovi minimi dal 2021.

Oggi gli scambi procedono in territorio positivo (DXY, +0,47%), grazie soprattutto alle parole di Donald Trump che ieri ha definito il biglietto verde “in ottima forma”. L’uscita del presidente USA è stata interpretata positivamente dal mercato che la reputa coerente con l’idea dell’amministrazione che un dollaro debole favorisca in questa fase la competitività delle aziende americane.
Tuttavia, le implicazioni macroeconomiche sono tutt’altro che neutre (lo analizziamo nel prossimo paragrafo), ma finché il movimento delle valute resta graduale, il mercato tende ad assorbirlo, anche se la combinazione tra incertezza politica e dollaro debole rappresenta un doppio fattore di rischio per il sentiment degli investitori.
Materie prime, Euro e prossimi market mover
In una fase di incertezze geopolitiche, ricerca di sicurezza e domanda sostenuta in settori strategici, la debolezza del dollaro sta contribuendo al rialzo dei prezzi delle materie prime, quotate in dollari.
Un biglietto verde più debole rende questi beni più accessibili per gli investitori esteri, aumentando la domanda effettiva e alimentando anche la componente speculativa, che ha contribuito a portare l’oro sui 5.250 dollari l’oncia, l’argento sui 115 dollari, mentre il petrolio (WTI e Brent) ad avvicinarsi nuovamente ai livelli persi da settembre scorso.

Per gli investitori europei un euro più forte è vantaggioso in fase di acquisto: con la stessa somma in euro si comprano più asset denominati in dollari. Ma se l’euro continua ad apprezzarsi (o il dollaro continua ad indebolirsi), il rendimento in euro può diventare negativo anche quando l’investimento sottostante sale in dollari. Questo effetto cambio può “congelare” i guadagni per un periodo prolungato, rendendo difficile uscire dalla posizione senza perdite valutarie.
Al di là della teoria, uno squilibrio eccessivo e persistente tra le due principali valute potrebbe anche spingere la BCE a valutare un taglio dei tassi non preventivato, nonostante un livello attuale di inflazione e tassi in bolla con i target.
L’attenzione resta però puntata sugli Stati Uniti e sui prossimi appuntamenti in calendario:
- Riunione del FOMC questa sera → Il mercato prezza al 97% che i tassi rimangano invariati perché la Fed vuole mantenere una postura cauta in un contesto di inflazione ancora vischiosa e crescita economica solida;
- Risultati trimestrali → Continua la stagione degli utili con i risultati questa sera di Tesla, Microsoft e Meta. Domani toccherà ad Apple, Visa, Mastercard tra i più attesi. Occhio ai numeri e al tono dei comunicati perché saranno determinanti per leggere i movimenti sugli indici e il sentiment del mercato;
- Rischio concreto di un nuovo shutdown → Sullo sfondo rimane la possibilità di una nuova chiusura del governo già nel weekend a causa delle tensioni al Congresso sul funding del Dipartimento della Sicurezza Interna (DHS) e dell’ICE, dopo i disordini di Minneapolis e le pressioni democratiche per limitare le operazioni migratorie.
Investor toolkit
Quando i mercati mostrano forza in superficie ma fragilità nei meccanismi sottostanti, la lucidità diventa essenziale. Un dollaro debole ricorda quanto il contesto macro e valutario possa incidere sui risultati complessivi di un portafoglio.
È il momento giusto per verificare la coerenza delle proprie scelte con obiettivi e orizzonte temporale, valutando la strategia con metodo e consapevolezza. Un confronto strutturato può aiutare a farlo con maggiore chiarezza.



