Le trimestrali rilevano dubbi sull’intelligenza artificiale

Tra risultati concreti, timori di disruption e nuova volatilità gli investitori non sono più convinti della retorica “growth at any cost”.

La grande selezione dell’intelligenza artificiale

La seduta di ieri ha mostrato un mercato nervoso e frammentato. Le materie prime hanno oscillato con forza, gli indici hanno alternato rialzi e ribassi e le differenze tra i titoli sono state marcate.

Nel comparto tecnologico, alla fine delle contrattazioni Microsoft ha perso il 10%, mentre Meta Platforms ha guadagnato il 10%. Un segnale chiaro: l’intelligenza artificiale, fattore trainante dell’ultimo anno, non produce oggi effetti uniformi o, con un’altra lettura, sembra che gli investitori non siano più disposti a scommettere su un tema senza una contropartita di risultati attuali e costanti:

  • nel caso di Meta, l’aumento degli investimenti in intelligenza artificiale è stato interpretato come funzionale alla crescita dei ricavi pubblicitari, ma alla base il titolo ha portato risultati solidi e in crescita per ricavi e utili;
  • diversa invece la lettura su Microsoft, dove resta aperta la domanda sulla reale redditività degli investimenti nel tempo (previsti ancora in crescita) rispetto a risultati “solo” in linea con le aspettative degli analisti. Il mercato voleva forse un exploit dei ricavi che potessero giustificare i nuovi investimenti.

Molto forte la dinamica nel segmento dei chip di memoria, diventati essenziali per l’intelligenza artificiale. Ieri Sandisk (NASDAQ:SNDK) ha registrato un forte balzo dopo risultati superiori alle attese (+20% in pre-market), portando con sé tutto il comparto dei produttori di memorie con il classico “effetto aura” positiva per questa seduta: 

  • Micron (NASDAQ:MU) → +0,12% in chiusura, +3,33% in pre-market;
  • Western Digital (NASDAQ:WDC) → -0,46% in chiusura, -3,39% in pre-market. Probabilmente dopo una trimestrale ieri solida, ma ancora una volta “solo” in linea con le aspettative, il titolo ha visto una naturale presa di profitti dopo un rally impressionante del +890% da aprile 2025;
  • Seagate (NASDAQ:STX) → +0,89% in chiusura, +1,90% in pre-market;
  • SK Hynix (KRK:000660) → +5,57% in chiusura questa mattina.

Ieri è toccato anche ad Apple (NASDAQ:AAPL) presentare i risultati del Q1 fiscale 2026. Numeri solidi: ricavi +16% YoY, utili +19% YoY e margini lordi record al 48-49%. Eppure il mercato ha reagito con tiepidezza: titolo sostanzialmente piatto in chiusura e rialzo limitato in after-hours. È mancato il momento “wow” su AI: Tim Cook ha parlato di espansione Apple Intelligence e partnership con Google Gemini per una Siri più personale, ma senza annunci concreti o indicazioni chiare su monetizzazione. Apple resta percepita in ritardo su questo tema disruptive rispetto ai competitor. A pesare ulteriormente, l’aumento dei costi di memorie e chip (shortage e rincari legati alla domanda AI), che avranno impatto più significativo nel Q2 sui margini.

Gli investitori, in una fase di avversione al rischio per motivi oltre i mercati finanziari, guardano sempre più ai risultati effettivi e meno alle promesse di crescita futura. Concetto sottolineato ieri e che si ribadisce oggi alla luce di altre trimestrali.

Disruption, volatilità e nuovi equilibri settoriali

Il tema dell’intelligenza artificiale sta incidendo da tempo anche sulle valutazioni del software puro. Non tanto per un peggioramento dei risultati delle aziende che li sviluppano, spesso in linea con le attese, quanto per un timore strutturale di disruption

Gli strumenti AI promettono di creare soluzioni software personalizzate a costi molto bassi, mettendo in discussione il valore di modelli di business in essere e spesso basati su abbonamenti complessi e ricorrenti, come nei business model SaaS (software-as-a-service) dietro ai quali sono impiegati informatici che potrebbero essere sostituiti con facilità con soluzioni diverse e/o più efficienti. 

Questo ha alimentato un repricing aggressivo del settore, come suggerito dagli analisti di  MarketScreener: l’indice Bloomberg 500 Software Index TR ha registrato un forte calo nella seduta di ieri (-8%) ed è in netto ritardo rispetto all’indice generale S&P 500 TR dall’inizio dell’anno (delta ~30%). 

Bloomberg 500 Software Index TR vs. S&P 500 TR

Queste divergenze alimentano volatilità e turbolenze, che oggi hanno colpito anche le aree più speculative: l’oro col un -4,88% e l’argento con un -13% stanno scendendo bruscamente e il Bitcoin ha toccato nuovi minimi sotto gli 83K/$, livello più basso da aprile scorso, durante le caotiche giornate del Liberation Day.

Sul fronte politico, un accordo provvisorio tra democratici e repubblicani negli Stati Uniti ha evitato uno shutdown imminente, riducendo un potenziale e ulteriore fattore di stress, mentre di poco fa è la nomina di Trump di Kevin Warsh come prossimo presidente designato a guida della Federal Reserve: falco di base, ma reinventato e più colomba nel contesto attuale per adattarsi a Trump.

Resta un contesto complesso, in cui la rivoluzione dell’intelligenza artificiale è tutt’altro che conclusa e continua a ridefinire vincitori e vinti.

Investor toolkit

Nelle fasi di forte innovazione, la razionalità e la coerenza diventano essenziali. L’intelligenza artificiale accelera i cambiamenti, ma non elimina la necessità di una visione di lungo periodo. 

Questo è il momento giusto per verificare se le proprie scelte restano allineate agli obiettivi personali e, se utile, confrontarsi per rivedere la strategia con metodo e consapevolezza.

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