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Il rimbalzo dopo il sell-off e i dubbi su Fed e future mosse di Kevin Warsh ridisegnano il quadro della volatilità e delle aspettative.
Un rimbalzo tecnico riporta calma sui mercati
La prima seduta della settimana si è aperta in territorio negativo sul timore che la brusca correzione del week end sui metalli e i titoli tecnologici potesse proseguire anche questa settimana.
Il clima è però cambiato rapidamente, con il ritorno oggi anche di oro (+6%) e argento (+12%) in territorio positivo sui futures a contribuire alla stabilizzazione del sentiment.
Positivi gli indici europei e americani:
- Stoxx Europe 600 (SXXP) e Stoxx Europe 50 (SX5E) in rialzo speculare dell’1%;
- S&P 500 (SPX), Nasdaq 100 (NDX) e Russell 2000 (RUT) in rialzo rispettivamente dello 0,54%, 0,73% e 1,02% ad interrompere una serie negative di tre sedute.
Il messaggio principale della giornata è che non si è assistito a un aggravamento delle perdite di venerdì e che la volatilità si è leggermente attenuata, come confermato dal calo dell’indice VIX da 20 a 16 punti.
Tuttavia, il recupero non è stato omogeneo, con i titoli tecnologici che hanno mostrato andamenti divergenti, soprattutto nel comparto legato all’intelligenza artificiale:

Un segnale che gli investitori continuano ad essere selettivi e alla ricerca continua di conferme negli utili più che negli outlook e che la volatilità resta una componente strutturale di questa fase di mercato.
Cosa aspettarsi dal prossimo presidente Fed Kevin Warsh?
Accanto ai movimenti di mercato, cresce l’attenzione su cosa aspettarsi dal prossimo presidente della Federal Reserve. La nomina di Kevin Warsh ha inizialmente alimentato aspettative di tagli dei tassi già dai primi mesi del suo mandato, portando il mercato a interpretarlo come una figura più accomodante.
Questo rende difficile attribuire alla sua presunta linea di “falco moderato” il recente sell-off di oro e argento, dato che una banca centrale più morbida è in genere favorevole ai metalli preziosi. In ogni caso, la linea del prossimo presidente Fed dovrà fare i conti con l’economia reale, al di là dei desiderata dell’amministrazione Trump.
Il dibattito, però, rischia di spostare lo sguardo dal quadro di fondo.
Come ha osservato Robin Brooks, dopo il forte stimolo fiscale del periodo post-Covid, i deficit pubblici sono rimasti “strutturalmente elevati” un po’ in tutto il mondo. Quindi, con una politica fiscale sotto pressione, diventa inevitabile anche una pressione politica sulle banche centrali “affinché mantengano bassi i tassi e comprimano i rendimenti di lungo periodo”.
Brooks evidenzia in questa fase il “dominio politico e fiscale” sull’economia, un fenomeno destinato a proseguire finché i conti pubblici non torneranno sotto controllo, obiettivo definito “ancora lontano”.
Per chiudere il cerchio, in questo scenario chi guida la Fed diventa quasi secondario e “costretto” ad adeguarsi alla logica corrente: “il sistema è intrappolato in una dinamica in cui la politica fiscale domina quella monetaria, sopprimendo artificialmente i premi di rischio e distorcendo gli incentivi dei governi”.
Anche qui, la volatilità è una conseguenza, non un incidente.

Intanto si segnala che dalla nomina di Warsh i rendimenti del Treasury a dieci anni (US10Y) sono saliti di oltre l’1% al 4,29%: gli investitori guardano oltre i possibili tagli dei tassi che ci saranno nel corso dell’anno e segnalano aspettative sui rendimenti superiori a fronte di un’inflazione attesa al rialzo nei prossimi mesi.
Come anticipato, i dati provenienti dall’economia reale sapranno meglio chiarire a tutti gli attori le idee sul da farsi.
Investor toolkit
La volatilità aumenta quando le certezze vengono rimesse in discussione, sia sui mercati sia sulle banche centrali.
Per l’investitore, è un buon momento per verificare se la propria pianificazione resta coerente con gli obiettivi di lungo periodo, affidandosi a metodo, disciplina e a un confronto indipendente.




