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I mercati finanziari europei continuano a sorprendere in positivo da inizio anno rispetto ai principali indici americani.

Lo Stoxx Europe 600 (SXXP) (+5,02 YTD) ha chiuso ieri un nuovo record a 617 punti (vicino ai 622 punti intraday toccati martedì scorso), sostenuto dalla tecnologia (vedi ASML +31% YTD) e dai settori tradizionali dell’energia, delle utility e dei materiali di base.

Il risultato è un altro segnale della rotazione settoriale in essere sui mercati, con gli investitori alla ricerca di stabilità e flussi prevedibili dalle aziende. Non è un caso quindi rilevare flessioni nei consumi discrezionali, nel lusso, nelle tecnologie software e nelle auto, settori più sensibili al rallentamento globale.
Negli Stati Uniti il clima è più prudente: dopo forti ribassi della scorsa settimana, i titoli software provano a rimbalzare, favoriti da valutazioni più basse.

Il dollaro resta sotto osservazione. A pesare sul biglietto verde sia le indiscrezioni riportate da Bloomberg sui regolatori cinesi che avrebbero consigliato verbalmente alle grandi banche di limitare gli acquisti di titoli americani, sia i commenti della Casa Bianca sul futuro del lavoro (il segretario del Tesoro Hassett ha indicato che ci si deve aspettare una crescita dei posti di lavoro più contenuta nei prossimi mesi, nonostante un’economia forte con alto PIL e aumento della produttività causa AI).
Di conseguenza i rendimenti del Treasury decennale sono scesi intorno al 4,18% di rendimento dai 4,30% di pochi giorni fa.
Il messaggio è chiaro: se il mercato del lavoro rallenta, la Federal Reserve avrà meno ostacoli nel tagliare i tassi. I mercati finanziari ora attribuiscono maggiore probabilità a un allentamento monetario già in primavera rispetto a giugno.

In Asia-Pacifico il tono resta positivo, con il Giappone in evidenza sull’entusiasmo delle elezioni vinte dalla premier Takaichi (NIKKEI 225 +2,28%).
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