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Nei mercati finanziari europei la seduta di ieri si è svolta con toni moderati e volumi contenuti, per l’assenza di Wall Street (Presidents’ Day) e della Cina (Capodanno lunare). Il pan europeo STOXX 600 (SXXP) ha chiuso due giornate positive (+0,13% ieri, +0,45% oggi), senza una direzione marcata, ma con il settore finanziario ed healthcare in evidenza.

Rispetto ai principali indici americani, l’azionario europeo continua a poggiare su pilastri più solidi, rappresentati soprattutto da quei settori difensivi (e “ciclici di qualità”) più resilienti nell’attuale fase di mercato poco incline alla presa di rischi.

Vediamo quindi come hanno performato da inizio anno:
- il settore industrials (+9,20% YTD) è trainato in modo significativo (~26%) dalla componente difesa (ZZ37 – +6,50% YTD), che continua ad attrarre capitali sulla convinzione che la spesa militare resterà strutturalmente elevata, indipendentemente dagli sviluppi diplomatici sui dossier che riguardano l’area europea;
- il settore healthcare (SXDP, +8,30% YTD) avanza con volatilità contenuta, confermando il suo ruolo difensivo in un contesto ancora prudente sui rischi (AI scare trade, geopolitica, tassi persistenti), sostenuto da innovazione e domanda strutturale legata all’invecchiamento della popolazione;
- utilities (SX6P) ed energia (SXEP) (entrambi circa +10-11% YTD), sono settori collegati ma distinti. Utilities beneficia di stabilità regolata, dividendi elevati e boom della domanda elettrica (AI/data center, elettrificazione, rinnovabili), mentre l’energia resta sensibile ai prezzi commodity e alla transizione energetica;
- i materiali di base (SXPP, +15% YTD) stanno beneficiando di una forte richiesta sia da parte dell’industria (impieghi produttivi, ciclici) sia come copertura su asset rifugio o legati alla transizione (oro, argento, rame e materiali per batterie), in un contesto di inflazione percepita e incertezza macro.
Sul fronte geopolitico, oggi sono in corso a Ginevra due round separati di colloqui che vedono protagonista gli USA con i propri mediatori:
- Negoziati USA-Iran → secondo incontro sul nucleare, con progressi sui “principi guida” da seguire nelle trattative, ma un accordo resta ancora lontano (fonti iraniane parlano di “discussioni serie”, ma gli USA attendono proposte dettagliate nelle prossime settimane);
- Negoziati mediati USA su Ucraina-Russia → terzo round trilaterale, con focus principale su questioni territoriali e cessate-il-fuoco; le aspettative per un passo avanti decisivo sono basse, con pressioni su entrambe le parti.
Un’eventuale distensione con Teheran potrebbe riportare sul mercato flussi di petrolio iraniano, mentre l’esito sull’Ucraina resta incerto e mantiene vivo il premio per il rischio.
Il prezzo del greggio ha nel frattempo mostrato volatilità. Il Brent è rimbalzato lunedì (+1,3% a ~68,65 $/barile) incorporando il rischio geopolitico, ma oggi conduce in calo (intorno a 67-68 $/barile). Le indiscrezioni su una ripresa degli aumenti di produzione OPEC+ già da aprile (in vista del picco della domanda estiva) stanno aggiungendo pressione ribassista e limitando i guadagni.
In un contesto di volumi ridotti e prese di beneficio contenute, i mercati europei continuano a privilegiare resilienza e visibilità settoriale, in attesa che gli sviluppi diplomatici e le dinamiche OPEC+ forniscano nelle prossime sedute indicazioni più chiare sulla direzione del rischio globale.
Investor toolkit
I mercati finanziari alternano fasi di calma apparente a improvvise tensioni geopolitiche. Mantenere un approccio disciplinato e coerente aiuta a gestire l’incertezza senza inseguire le notizie del giorno.
È utile verificare se la propria strategia è costruita per affrontare scenari diversi nel tempo.




