Altro giro, altra corsa: nuovi dazi e nuova scossa AI

Il tema dell’intelligenza artificiale continua a guidare il sentiment degli investitori e a differenza delle mosse politiche (a confronto quasi prevedibili – vedi Trump e la retorica TACO), l’IA rappresenta un’incognita destabilizzante e ancora difficile da misurare nei suoi effetti a lungo termine. La seduta di ieri ne è stata l’ennesima dimostrazione.

Ieri i mercati finanziari americani hanno chiuso in netto ribasso, con un sell-off generalizzato guidato principalmente da due fattori: incertezza e timori sulle nuove tariffe commerciali annunciate da Trump e rinnovate paure di AI disruption (c.d. “AI scare trade”) su vari settori.

Dopo la sentenza della Corte Suprema di venerdì scorso (che ha bloccato le sue “reciprocal/emergency tariffs” più ampie), Trump ha reagito annunciando nel weekend un nuovo tariffa globale del 15% su tutte le importazioni (inizialmente 10%, poi alzata), basata sulla Section 122 del Trade Act del 1974. 

Questa disposizione di legge concede al Presidente degli Stati Uniti un’autorità temporanea e limitata a 150 giorni per imporre restrizioni alle importazioni (come surcharge tariffari o quote) in caso di problemi gravi nei pagamenti internazionali (leggasi deficit della bilancia commerciale), restrizioni che poi dovranno essere confermate dal Congresso con apposita legge per avere continuità oltre quel limite.

Molti analisti tuttavia esprimono perplessità sulla legittimità di questa mossa perché gli USA non hanno un “problema” nella bilancia dei pagamenti, ma un deficit commerciale strutturale “voluto” per cui non troverebbe giustificazione il nuovo dazio emergenziale. L’idea diffusa è che si sia riuscito a trovare un cavillo normativo per porre rimedio al pasticcio venuto fuori con la sentenza della Corte Suprema, ma la partita sembra tutt’altro che chiusa.

Le tariffe sono quindi entrate in vigore ieri creando caos e incertezza sui mercati: confusione su rimborsi, impatto su supply chain, costi per aziende/importatori, e rischio di ritorsioni globali (es. UE, Cina). Questo ha colpito settori sensibili al trade, direttamente e indirettamente (industrials, consumer discretionary, financials).

dati chiusura 23/02/2026, fonte: finviz.com

Secondo tema: nuovi timori di disruption AI sono stati riaccesi da un documento dal tono distopico circolato a Wall Street e firmato da Citrini Research, che ipotizza uno scenario futuro con crisi occupazionale già nel 2028. 

I settori più colpiti saranno quelli dei colletti bianchi (impiegati, professionisti, consulenti, funzionari, dirigenti, ecc. – il 50% della forza lavoro) in cui l’implementazione di strumenti di AI aumenterà ampiamente la produttività. Questo porterà alla perdita di posti di lavoro (in un Paese dove è molto facile licenziare) della parte di popolazione responsabile del 75% dei consumi discrezionali e a una, conseguente, contrazione dei mercati azionari.

Ne è conseguito un nuovo sell off sulle aziende potenzialmente “perdenti” nell’era AI: software, cybersecurity, pagamenti, financial advisory, anche food delivery secondo Citrini Research. Per capire la portata della tensione, ieri IBM (NYSE:IBM) ha chiuso a -13,15% la sua peggiore sessione da 25 anni.

Gli investitori continuano a “punire” quindi chi rischia obsolescenza, favorendo rotazione verso value/defensivi (utilities/energy meno colpiti). In numeri, l’S&P 500 ha perso oltre l’1%. Peggio hanno fatto il Nasdaq 100 (-1,21%), il Dow Jones (-1,66%) e, a ruota, il Russell 200 (-1,61%).

Nei mercati finanziari europei, invece, si continua a vedere una rotazione verso titoli percepiti come più difensivi. Distribuzione alimentare, materie prime, energia e telecomunicazioni hanno attratto capitali. L’idea di fondo è semplice: ciò che è tangibile e difficilmente sostituibile dall’IA torna ad avere appeal. Tuttavia, anche lo Stoxx Europe 600 ha chiuso ieri in calo (-0,45%) e conduce oggi in territorio negativo, segno che la cautela resta diffusa.

Nei mercati finanziari la volatilità resta alta, mentre gli investitori cercano equilibrio tra innovazione, utili societari e scenario macro. I futures USA sono leggermente negativi, in attesa di ulteriori sviluppi su trade e earnings (oggi Nvidia!).

Investor toolkit

Le fasi guidate dalla paura dell’ignoto possono amplificare i movimenti dei mercati finanziari. Mantenere lucidità e metodo è essenziale quando le narrazioni diventano estreme. 

È utile chiedersi se il proprio portafoglio sia costruito per affrontare innovazioni dirompenti senza perdere stabilità nel tempo.

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