Mercati azionari in corsa tra geopolitica e FOMO sull’AI

Sembra che gli Stati Uniti abbiano avviato una nuova operazione militare per scortare le navi nello Stretto di Hormuz, nel tentativo di sbloccare l’impasse sulla rotta commerciale e il tema caro-energia. La decisione non ha avuto un effetto significativo sui prezzi del petrolio, con il Brent (BRN1!) ancora sopra la soglia psicologica dei 100 dollari al barile, intorno ai 110 questa mattina.

Gli investitori mangiano la foglia? Sicuramente questa volta attendono per una svendita del greggio, l’ennesima.

I mercati azionari continuano invece a essere guidati da una narrativa ben precisa: l’intelligenza artificiale. La stagione degli utili si conferma solida e continua a rafforzare l’idea che gli investimenti in tecnologia rappresentino il principale motore di crescita in questa fase.

Questo sta alimentano il timore di rimanere fuori il rally azionario, la c.d. FOMO.

I numeri confermano questa dinamica: il Nasdaq 100 ha registrato un forte recupero (+18%) rispetto ai minimi relativi di fine marzo-inizio aprile, mentre altri indici (vedi S&P 500 con il +12%) mostrano una crescita più contenuta. Anche in Asia, mercati come Corea del Sud e Taiwan sono trainati dai colossi dei semiconduttori e beneficiano del trend positivo.

Nasdaq (NDX) vs. S&P 500 (SPX) vs. Euro Stoxx 600 (SXXP)

L’Europa (SXXP) appare invece più fragile, penalizzata dalla dipendenza energetica, dalla debolezza nel comparto IT e da nuove tensioni con gli Stati Uniti, tra nuovi dazi minacciati (25% su auto EU) e questioni geopolitiche (potenziale ritiro del personale militare dal continente). Questo si riflette in performance più deboli del principale indice europeo rispetto agli Stati Uniti (grafico sopra) e in una maggiore volatilità (grafico sotto).

Lo spread VSTOXX–VIX misura la differenza tra la volatilità implicita attesa sul mercato azionario europeo (EURO STOXX 50) e quella sul mercato statunitense (S&P 500). In pratica indica quanto “più nervosa” o “più calma” è l’Europa rispetto agli USA. 

Tuttavia, nonostante l’entusiasmo sull’AI, le valutazioni restano sotto controllo rispetto ai picchi del passato, anzi. Per molti settori (IT, energia e materiali in primis) e in generale per l’S&P 500 sono addirittura diminuite le valutazioni (P/E) considerando la crescita degli utili nella trimestrale in corso. 

Un elemento che suggerisce come, almeno per ora, il mercato stia sostenendo a ragione questa fase di crescita ed entusiasmo sui mercati, rivelando inoltre maggiore disciplina e concretezza rispetto ad altre bolle storiche (es. dot-com).

Investor toolkit

La forte crescita dei titoli legati all’AI nei mercati finanziari può alimentare la FOMO, spingendo a investire seguendo il trend del momento

Il rischio è entrare quando i prezzi sono già saliti, costruendo un portafoglio poco equilibrato e più vulnerabile a correzioni. Senza una strategia, si finisce per inseguire il mercato invece di guidare le proprie scelte. 

La domanda che devi porti come investitore è se il tuo portafoglio ha una strategia e se è costruito per resistere anche a queste dinamiche.  

Se hai dubbi, possiamo analizzare insieme la tua situazione e capire come rafforzarla o costruire da zero un piano solido.

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