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Le due principali aree economiche seguono traiettorie divergenti in questa fase: gli USA pronti ad allentare, l’Europa orientata alla stabilità.
USA: ultimo dato prima del FOMC
Il conto alla rovescia per il taglio dei tassi da parte della Federal Reserve è ormai al centro dell’attenzione dei mercati. Le probabilità implicite nei futures segnalano un’aspettativa intorno al 90% per una riduzione già nella riunione del 10 dicembre.

A rafforzare questo scenario contribuisce oggi l’uscita (nel pomeriggio italiano) del PCE di settembre (pubblicato in ritardo causa shutdown). Il consensus si aspetta un Core PCE annuo in lieve risalita al 2,9% (dal 2,7% headline di agosto):
- se il dato sul Personal Consumption Expenditures (l’indicatore d’inflazione preferito dalla Fed) risulterà in linea o leggermente inferiore alle attese, spalancherà la strada al già prezzato dai mercati taglio di 25pb, consolidando il sentiment positivo delle ultime sedute;
- viceversa, una lettura pari o superiore al 3,0% verrebbe letta come un chiaro segnale di inflazione ancora troppo “appiccicosa” e farebbe crollare le probabilità di un easing a dicembre, lasciando la Fed in modalità “mantenimento dello status quo”.
Appuntamento a questo pomeriggio per vedere la reazione dei mercati.
Europa: situazione sotto controllo
Altro scenario per l’Europa, in cui appare una divergenza evidente. La BCE si avvicina alla riunione del 18 dicembre con un atteggiamento di prudenza, dopo otto tagli consecutivi che hanno portato il tasso sui depositi al 2%.

L’inflazione dell’eurozona infatti, scesa al 2,1% a ottobre, si mantiene vicina all’obiettivo target del 2% e i mercati non prevedono ulteriori riduzioni prima del 2026. Il contesto rimane tuttavia complesso per l’area: crescita debole, trasmissione lenta della politica monetaria e incertezze legate alle nuove proiezioni macro di dicembre.

Questa divergenza transatlantica di politica monetaria, con Stati Uniti in fase di allentamento graduale e l’Europa in “pausa”, rappresenta oggi un tema importante per gli investitori globali e influenzerà fortemente l’andamento del cambio euro/dollaro e dei mercati obbligazionari nel 2026.
Investor toolkit
Quando due economie seguono direzioni opposte, la tentazione è reagire istintivamente alle notizie. In questi momenti, invece, serve un approccio coerente con i propri obiettivi di lungo periodo.
Rivalutare la pianificazione e confrontarsi con un consulente indipendente permette di mantenere lucidità e metodo anche quando la narrativa di mercato cambia rapidamente.



