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Rendimenti obbligazionari in salita, azioni sotto pressione e fiducia in calo tra geopolitica e banche centrali.
Quando i nodi vengono al pettine
L’avvio di settimana ha segnato un brusco cambio di clima sui mercati finanziari. Le tensioni geopolitiche legate alla Groenlandia e l’improvviso riemergere dei dubbi sulla sostenibilità del debito giapponese hanno spinto al rialzo i rendimenti obbligazionari e innescato una correzione degli indici azionari.
Wall Street ha registrato la peggiore seduta da inizio ottobre, riflettendo un rapido deterioramento del sentiment dopo la pausa di lunedì per festività: S&P 500 (SPX) ha ceduto il 2,06%, il Nasdaq 100 (NDX) il -2,12%.
Ma il segnale più chiaro arriva dal mercato obbligazionario, con il rendimento del Treasury decennale statunitense tornato su livelli che non si vedevano da mesi, nonostante i precedenti tagli dei tassi della Fed.

Questo movimento indica che gli investitori chiedono oggi un premio di rischio più elevato per detenere titoli di Stato, segno di una fiducia meno solida nella traiettoria fiscale e istituzionale degli Stati Uniti.
In questo contesto, il debito globale diventa una variabile chiave anche per i mercati azionari. Quando il costo del finanziamento sale e la visibilità sulle politiche future si riduce, la propensione al rischio diminuisce e le reazioni ai dati e alle notizie diventano più marcate.
Giappone e debito globale: il messaggio arriva dai bond
Il Giappone rappresenta oggi uno dei casi più delicati. Dopo anni di deflazione, il Paese si trova a gestire un’inflazione superiore al target della sua banca centrale (3% vs 2%) e un debito pubblico superiore al 230% del PIL.
Nelle ultime settimane le aperture verso nuovi stimoli fiscali voluti dalla premier Takaichi avevano inizialmente rassicurato i mercati. Tuttavia, i recenti sviluppi raccontano una storia diversa:
- come rilevato nel post di ieri, i rendimenti dei titoli di Stato a lunga scadenza (15Y → 40Y) hanno toccato nuovi massimi, segnalando crescenti timori sulla sostenibilità del debito sovrano e preoccupazioni sull’efficacia degli stimoli annunciati;
- il governatore della Banca del Giappone ha dovuto rassicurare i mercati ribadendo che si sta lavorando a un processo mirato di adeguamento dei tassi all’inflazione, ma a giudicare dalla loro reazione il processo appare (per il momento) troppo lento o poco incisivo.
Non scopriamo oggi le peculiarità del mercato giapponese, ma le tensioni geopolitiche alimentano ulteriore incertezza e ogni certezza pregressa viene rimessa in discussione.
Con tassi reali negativi da un lato (-2,25%) e la volontà di politiche espansive mirate a stimolare una crescita che possa stare al passo dell’inflazione dall’altro, il rischio è che le cose possano sfuggire di mano. Le probabilità di un rialzo significativo dei tassi da parte della BoJ restano infatti molto basse nel breve termine, ma proprio per questo si deve scongiurare che l’attuale combinazione di stimolo fiscale e adeguamento dei tassi troppo graduale finisca per erodere definitivamente la fiducia degli investitori nel debito sovrano giapponese.
Il “caso Giappone” ci permette quindi di ribadire la questione della sostenibilità del debito sovrano durante le fasi di incertezza, anche per gli emittenti storicamente più solidi. Da asset “considerato a basso rischio” e “porto sicuro” per molti investitori, può invece rivelarsi elemento potenziale di fragilità di portafoglio, con scarso rendimento e alta volatilità.
A proposito di…

A proposito di debito, oggi pomeriggio è previsto il discorso di Donald Trump al Forum di Davos che, dopo le dichiarazioni iniziali di alcuni leader europei contro l’interventismo aggressivo americano, potrebbe riservare delle sorprese e creare ulteriore scompiglio sui mercati. Rivendicherà la Groenlandia anche su questo importante palcoscenico? Scommesse aperte.
Nelle stesse ore poi sarebbe attesa anche la decisione della Corte Suprema sul caso Lisa Cook, membro della Fed contro le pressioni della Casa Bianca e per questo invisa a Trump. Pare invece ci voglia ancora tempo per una pronuncia sulla legittimità dei dazi imposti dall’amministrazione USA. Indipendenza Fed e legittimità sui dazi sono ultimamente variabili dell’equazione mercati da continuare a monitorare.
Sullo sfondo, i mercati asiatici mostrano performance miste, mentre i futures statunitensi mostrano al momento un lieve rimbalzo tecnico inserito in un quadro ancora instabile. L’Europa, nel mezzo, conduce la giornata in calo, riflesso di un equilibrio che resta sottile.
Investor toolkit
Quando i mercati iniziano a interrogarsi sulla sostenibilità del debito e sulla credibilità delle istituzioni, mantenere disciplina e coerenza diventa fondamentale.
Il tema del debito globale invita a verificare se la propria pianificazione è davvero allineata agli obiettivi di lungo periodo e alla tolleranza al rischio. Un confronto strutturato può aiutare a interpretare questi segnali con metodo e consapevolezza.



