Incertezza sui mercati: Trump riaccende la tensione globale

L’incertezza sui mercati torna a salire dopo che all’inizio della settimana, l’ipotesi di una conclusione imminente del conflitto con l’Iran aveva sostenuto un deciso rimbalzo delle Borse. Gli investitori avevano iniziato a prezzare uno scenario più favorevole, caratterizzato da un cessate il fuoco e da una progressiva normalizzazione dei flussi energetici. 

Tuttavia, le dichiarazioni di Donald Trump delle ultime ore hanno cambiato rapidamente il quadro:

  • da un lato il presidente è tornato ad un linguaggio più aggressivo, minacciando nuove azioni contro Teheran nelle prossime settimane in assenza di segnali concreti sulla volontà di cessare il conflitto;
  • dall’altro continua ad indicare che la questione sarà risolta in poche settimane, intestandosi già una vittoria funzionale più alle dinamiche di politica interna in ottica mid-term;
  • parallelamente, ha invitato i Paesi alleati ad andare a mettere in sicurezza lo Stretto di Hormuz se vogliono porre fine al caro-petrolio o, in alternativa, potranno rifornirsi direttamente dagli Stati Uniti. 

Questa narrativa contrastante riaccende inevitabilmente l’incertezza sui mercati, interrompendo il (debole) clima di fiducia che si era creato nei giorni precedenti e riflettendo volatilità sugli asset globali. Prima di queste dichiarazioni, Wall Street aveva registrato infatti due sedute consecutive di rialzi, con l’S&P 500 (SPX) in recupero del 3,6% e lo Stoxx Europe 600 (SXXP) in crescita del 4% in tre sedute.

La dinamica dei prezzi evidenzia quanto le aspettative di una riduzione del rischio fossero già incorporate nei prezzi. Il quadro geopolitico, però, ha fatto tornare oggi i mercati asiatici in calo, idem per gli indici europei e per i futures USA, in territorio negativo in attesa dell’apertura di Wall Street.

Sarà ripetitivo, ma in questa fase il nodo centrale resta il petrolio: una riapertura stabile dello stretto di Hormuz potrebbe ridurre le pressioni inflazionistiche, quindi aspettative sui tassi e pressioni sui rendimenti obbligazionari. Un’escalation manterrebbe invece elevata l’incertezza sui mercati all’interno del valzer di notizie che si accavallano giorno dopo giorno. 

Nel frattempo, l’attenzione si sposta anche sui dati macro, con le richieste di sussidi di disoccupazione USA a definire ulteriormente il quadro del lavoro americano, in un contesto di borse prossime alla chiusura per le festività pasquali, venerdì 3 e lunedì 6 aprile.

Investor toolkit

Le fasi in cui cambiano rapidamente le aspettative su crescita, inflazione e tassi sono spesso le più difficili da interpretare. Non esiste un singolo indicatore guida, ma un insieme di fattori che si muovono in direzioni diverse.

In questi contesti diventa fondamentale mantenere coerenza nelle scelte e verificare che la propria strategia sia costruita per affrontare scenari alternativi, senza dipendere da una sola previsione di mercato.

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