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Un accenno di stretta monetaria da Tokyo riattiva dinamiche globali e frena il rimbalzo di inizio dicembre.
Il ritorno della BOJ e gli effetti sul sentiment globale
La politica monetaria giapponese è tornata a influenzare l’umore degli investitori interrompendo il rimbalzo dei mercati di fine novembre. L’asta dei titoli di Stato giapponesi a 10 anni si è svolta in un clima teso, alimentato da una prospettiva crescente di un aumento dei tassi da parte della Banca del Giappone. Le dichiarazioni del governatore Kazuo Ueda hanno incrementato rapidamente le probabilità di una stretta monetaria già nella riunione del 20 dicembre.
Il solo accenno di un cambio di rotta mette in discussione una delle strategie silenziose ma fondamentali degli ultimi anni, il carry trade: prendere in prestito yen a basso costo per investire in asset più redditizi come i Treasury americani. Se il costo del funding in yen aumenta e lo yen si rafforza, la logica del carry trade inizia a incrinarsi. Le posizioni più rischiose finanziate tramite leva diventano improvvisamente vulnerabili, provocando prese di beneficio e vendite rapide in reazioni potenzialmente a catena.
La situazione attuale è molto più contenuta rispetto allo shock dell’estate 2024, quando la BOJ sorprese i mercati alzando i tassi dal range 0–0,1% allo 0,25%: il secondo rialzo in 17 anni e il più ampio dal 2007. Nonostante la portata minore, l’attuale movimento è comunque sufficiente a generare tensioni sugli asset rischiosi e sui Treasury USA, spesso utilizzati come pilastro del carry trade. I rendimenti dei decennali americani (US10Y), dopo il calo delle scorse sedute in scia alle attese di tagli Fed, sono per questi motivi tornati a salire intorno al 4,10%.

Gli indici americani ne hanno risentito: l’S&P 500 ha interrotto la sua serie positiva perdendo lo 0,5%, mentre anche gli indici europei hanno chiuso in calo moderato. Gli investitori guardano ora ai dati sull’inflazione nell’eurozona e alla prossima riunione della Federal Reserve, che resta orientata verso un taglio dei tassi entro pochi giorni, sostenuta da segnali di rallentamento dell’economia statunitense.
Investor toolkit
Quando i mercati reagiscono a meccanismi complessi come il carry trade, il rischio è leggere la volatilità di breve periodo come un cambio strutturale. È proprio in queste fasi che la disciplina e la coerenza con la propria pianificazione diventano centrali.
Vale la pena verificare se il proprio portafoglio riflette davvero gli obiettivi personali e, in caso di dubbi, confrontarsi con un consulente indipendente può evitare scelte impulsive.



