![]()

Il taglio dei tassi della Fed non basta a difendere i titoli più cari, mentre il mercato rivede le aspettative.
Il mercato tecnologico sotto pressione fermerà il “rally natalizio”?
Il sostegno della Fed con il recente taglio dei tassi non è stato sufficiente a evitare un brusco arretramento degli indici statunitensi venerdì 12 dicembre. A innescare il movimento sono state due società simbolo del tema intelligenza artificiale (tanto per cambiare), Broadcom e Oracle, entrambe penalizzate da un improvviso cambio di atteggiamento degli investitori.
In verità i risultati di queste aziende non sono stati deludenti in senso assoluto, ma il mercato ha mostrato di non voler più accettare qualsiasi prezzo pur di restare esposto all’AI. E verrebbe da dire anche che ogni pretesto è buono per passare all’incasso quando i rendimenti dell’anno sono stati importanti.
Vediamo questi titoli più da vicino.

Broadcom (NASDAQ:AVGO))è crollata oltre l’11% (ultima candela rossa nel grafico sopra) nella seduta conclusiva della settimana scorsa, dopo la trimestrale di giovedì con risultati superiori alle aspettative in termini di ricavi e utili. Il mercato ha tuttavia reagito male al dato sugli arretrati degli ordini per oltre 70 miliardi di dollari, che verranno smaltiti nei prossimi trimestri, e alla guidance poco chiara per il 2026, che prevede margini lordi in calo per via dei maggiori costi legati ai chip custom e sistemi completi per l’AI, meno profittevoli dei prodotti tradizionali.
In un contesto di crescenti timori sui ritorni lenti degli enormi investimenti, gli investitori hanno colto la palla al balzo per andare a profitto dopo un rally del 75% da inizio anno, nonostante sul lungo termine molti analisti restano positivi su questo titolo.

Di Oracle (NYSE:ORCL) se n’è già parlato nell’articolo di giovedì scorso e si rimanda a quel pezzo per approfondimenti.
Riassumendo: crescenti dubbi sulla sostenibilità finanziaria dei massicci investimenti nei data center e l’aumento del fabbisogno di capitale, a fronte di flussi di cassa limitati, ha riportato l’attenzione sul tema della redditività futura. Le indiscrezioni su possibili ritardi nei progetti legati a OpenAI hanno ulteriormente incrinato la fiducia e spezzato l’entusiasmo per un possibile e veloce rimbalzo del titolo dopo il -14% di giovedì.
I multipli elevati possono essere un problema
Il cuore della recente volatilità nei titoli tecnologici, e in particolare dell’AI, risiede nelle valutazioni estremamente alte: il mercato sta pagando un premio significativo (ovvero il prezzo delle azioni) rispetto agli utili attuali e attesi per il futuro.
Con un rapporto Prezzo/Utili correntenel settoreTecnologico intorno a 39x, contro i 27x-28x attuali dell’indice S&P 500 e i 17x-18x della sua media storica, gli investitori si interrogano sulla sostenibilità di questi multipli quando:
- la crescita passata è stata trainata più dall’entusiasmo che da fondamentali contabili solidi;
- le guidance aziendali restano vaghe;
- gli utili futuri sono incerti e dipendenti da una monetizzazione ancora da dimostrare;
- il mercato dell’AI deve ancora definire chiaramente dimensioni, confini e struttura competitiva.
In questo contesto, ogni segnale di delusione (come guidance deboli o margini in compressione) diventa occasione per prese di profitto. È quanto accaduto con Broadcom e Oracle nelle ultime sedute: risultati apparentemente solidi, ma indicazioni future che non hanno soddisfatto aspettative iperboliche, scatenando un rapido passaggio all’incasso.
Come si evince dai grafici a seguire, i due titoli vantano tra i multipli P/E correnti più alti dell’S&P 500.

E in generale il settore tech di cui fa parte l’ecosistema AI è il più “caro” al momento.

Il grafico a seguire evidenzia infine come, ciclicamente, il mercato azionario tenda a premiare con valutazioni elevate le aspettative future sugli utili, spesso portando a fasi di euforia seguite da correzioni. Nessuna valutazione, tuttavia, può essere svincolata dal contesto macroeconomico e settoriale in cui matura.
Attualmente, pare esserci poca chiarezza sul quando e sul come molti dei business legati all’AI produrranno risultati e questa incertezza determina volatilità.

Ecco quindi che a chiusura della settimana scorsa il risultato è stato un calo marcato dei titoli tecnologici e del Nasdaq 100 col -1,91%, mentre gli indici più tradizionali hanno mostrato maggiore tenuta (S&P 500 -1,07%, Stoxx 600 -0,53%).
Un segnale chiaro: il mercato non rifiuta la crescita, ma diventa molto più selettivo quando le valutazioni si allontanano troppo dalla realtà economica.
Investor toolkit
La parabola recente dell’intelligenza artificiale ricorda che anche le storie più convincenti devono fare i conti con le valutazioni.
In fasi come questa, il valore non sta nell’inseguire il consenso, ma nel mantenere coerenza tra obiettivi, rischio e orizzonte temporale. Rivedere la propria pianificazione e confrontarsi con un consulente indipendente aiuta a restare lucidi quando il mercato cambia tono.



