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La settimana in corso si è rivelata complessa e molto volatile e l’ultima seduta potrebbe non essere da meno.
I mercati in Asia/Pacifico hanno chiuso generalmente in negativo, con l’eccezione dell’indice giapponese Nikkei 225 a +0,83% (trainato dai finanziari), mentre i mercati europei procedono in territorio positivo in attesa di Wall Street (futures positivi al momento).
Breve recap delle ultime sedute. Uno dopo l’altro, molti dei pilastri del recente mercato rialzista hanno perso credibilità:
- la traiettoria dei tassi di interesse è diventata meno leggibile, tra nuove nomine alla Fed e mercato del lavoro e inflazione resilienti che vanno in contrasto con gli indirizzi dell’amministrazione Trump;
- l’impatto reale dell’intelligenza artificiale è messo in discussione dagli investitori, sempre più preoccupati che non ci saranno ritorni sugli investimenti tali da giustificare spese in capex in continua crescita;
- i metalli preziosi, da tradizionale rifugio nei momenti di incertezza, sembra che abbiano smesso di offrire protezione e sono stati preda anch’essi di forti oscillazioni, con salite paraboliche e discese verticali tipiche degli asset più speculativi;
- anche la narrativa sulle criptovalute appare improvvisamente fragile, con il Bitcoin che brucia il 30% in due settimane e torna sui livelli di novembre 2025.
La combinazione di questi fattori sta generando molta volatilità, ma è importante capire dove finiscono le prese di profitto e il riallineamento fisiologico tra i prezzi degli asset e i relativi fondamentali e dove iniziano le reazioni emotive eccessive degli investitori.
Le discese rapide cancellano valore e costringono gli investitori a vendere per coprire perdite, ridurre il rischio o rivedere strategie che non funzionano più. Da queste può nascere un effetto valanga che amplifica la volatilità dei mercati, come dimostrano i movimenti estremi degli asset citati.
Gli investitori stanno rifiutando le promesse e chiedono sicurezza e risultati tangibili. Quello che emerge è una ricerca di equilibrio in un contesto dove i vecchi punti di riferimento non sembrano più affidabili come prima.
Bitcoin, che ti succede!
La fase di incertezza ha colpito duramente anche Bitcoin (BTCUSD), che rispetto ai massimi di ottobre 2025 oltre 125,000 dollari ha perso metà del suo valore e naviga questa mattina intorno ai 66,000 dollari.
Il cosiddetto effetto deregolatorio avviato con l’amministrazione Trump si è esaurito e il prezzo in questi mesi è sceso sotto molti livelli chiave, trainato dalla riduzione delle posizioni a leva e dalla turbolenza generale.
Il calo ha ovviamente coinvolto l’intero ecosistema crypto, dai volumi di trading sui derivati ai flussi sugli ETF spot, che negli ultimi sei mesi hanno subito un rallentamento.


Sembra che oggi Bitcoin non si muove più come in passato: il suo prezzo non riflette solo la domanda e l’offerta della singola criptovaluta, ma soprattutto una complessa struttura finanziaria fatta di strumenti derivati utili per operazioni speculative ed hedging.

Il mercato dei derivati crea un’offerta “sintetica” che diluisce l’effetto della scarsità tipica di Bitcoin ed è, per volumi scambiati e a seconda delle giornate di negoziazione, dalle 3 alle 10 volte più grande rispetto a al mercato spot.
In un contesto di volatilità dei mercati già elevata, la disponibilità di molti strumenti per scommettere sul prezzo di Bitcoin (come futures, opzioni, perpetual swap, ecc.) e di operazioni con leve spregiudicate che finiscono in liquidazioni forzate non possono che amplificare i movimenti di mercato.
Ne deriva una dinamica più simile a quella dei mercati tradizionali che alla narrazione originaria di bene rifugio indipendente soggetto alla sola dinamica di domanda e offerta.
È un cambiamento strutturale che gli investitori stanno iniziando a interiorizzare.
Investor toolkit
Quando la volatilità dei mercati aumenta e i punti di riferimento vengono meno, il valore della disciplina diventa centrale. Mantenere coerenza con i propri obiettivi e una visione di lungo periodo aiuta a evitare decisioni emotive.
È un buon momento per rivedere la propria pianificazione e, se necessario, confrontarsi per verificare che la strategia resti allineata alle proprie esigenze.




