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Il rally delle società a media capitalizzazione si rafforza con l’attesa per la Fed, mentre il cambio di rotta di Vanguard riaccende la domanda istituzionale sulle criptovalute.
La spinta delle mid-cap e il ritorno della narrativa sui tagli Fed
Il Russell 2000 è salito dell’1,9% nell’ultima seduta (3/12), segnalando che le aspettative di un taglio dei tassi stanno diventando più solide. I mercati considerano ormai probabile una riduzione di 25 punti base il 10 dicembre e guardano anche alla possibile nomina di Kevin Hassett alla guida della Fed nei prossimi mesi, scenario che potrebbe rafforzare un orientamento ancora più espansivo.
Nonostante l’ottimismo che aveva seguito la vittoria di Trump, le mid-cap hanno comunque sottoperformato i grandi indici da inizio anno, crescendo del 12% contro il 16% dell’S&P 500 e il 22% del Nasdaq 100.
Tuttavia, nell’ultimo periodo, con un mercato più selettivo verso i nomi caldi e di peso, l’attenzione si è spostata nuovamente su segmenti meno sovraffollati come quello delle small cap, che da metà novembre sta sovraperformando gli indici principali.

In Europa la situazione resta più statica: lo Stoxx Europe 600 si muove in un range molto stretto e l’aumento dell’inflazione di novembre ha ridotto ulteriormente le probabilità di nuovi tagli della BCE.

Negli Stati Uniti, le rassicurazioni del Segretario al Tesoro Scott Bessent hanno attenuato il rischio legato a una possibile contestazione in tribunale dei dazi a gennaio, affermando che sarebbero già pronti con un “piano B” qualora la questione dovesse chiudersi male per l’amministrazione Trump.
Vanguard, crypto e il nuovo fronte dell’interesse istituzionale
L’articolo di ieri ricostruiva la dinamica di Bitcoin delle ultime ore, ma senza considerare quello che è stato definito come “Vanguard Effect”, nato il giorno successivo alla rimozione del divieto che impediva agli utenti della piattaforma di Vanguard, appunto, di negoziare ETF crypto.
Il cambio di rotta è significativo: per anni Vanguard, tra i più grandi asset manager del mondo e milioni di clienti serviti, aveva escluso questi strumenti dai portafogli della clientela, giudicandoli privi di valore intrinseco e inadatti per strategie di lungo periodo. Il malcontento degli investitori, unito alla migrazione di molti verso altri intermediari e alla crescita record degli ETF su Bitcoin hanno accelerato la revisione.
L’ETF IBIT di BlackRock ha superato 1 miliardo di volumi in 30 minuti e 1,8 miliardi nelle due ore successive. Anche sulla piattaforma Vanguard gli scambi relativi agli ETF Bitcoin hanno oltrepassato il miliardo nei primi 30 minuti, confermando l’ingresso immediato di domanda istituzionale che fino a ieri era bloccata.

Resta però un punto aperto: gli analisti non sono ancora concordi sul fatto che l’impatto sia strutturale o limitato a un’ondata iniziale di domanda repressa. In ogni caso, l’apertura di Vanguard riduce la distanza tra finanza tradizionale e asset digitali e rende più chiaro perché il tema crypto sia sempre più rilevante nei portafogli di lungo periodo.
Investor Toolkit
Le notizie di giornata ricordano quanto sia utile mantenere un approccio coerente e razionale, evitando di farsi guidare dall’emotività dei singoli movimenti.
In momenti in cui il mercato alterna accelerazioni e pause, vale la pena rivalutare la propria pianificazione e confrontarsi con un consulente indipendente per verificare la coerenza delle scelte con i propri obiettivi personali.



