Oil diplomacy: i mercati ballano al ritmo dei tweet

Archiviata una sessione asiatica in forte calo, anche l’Europa ieri ha aperto sotto pressione, con lo STOXX Europe 600 (SXXP) che ha toccato ribassi fino al -2,5%. La situazione è però cambiata rapidamente dopo le dichiarazioni del presidente Trump su possibili negoziati con l’Iran per un cessate il fuoco.

L’indice europeo è passato in poche ore da forti perdite a una chiusura positiva dello +0,6%, mentre il Brent (BRN1!) ha ceduto fino all’8% in intraday, scendendo momentaneamente sotto i 96 dollari per poi risalire sopra i 100 dollari oggi. Wall Street ha seguito il rimbalzo, con l’S&P 500 in progresso dell’1,15%.

Nonostante la successiva smentita iraniana su progressi concreti nei colloqui, i mercati hanno mantenuto comunque un tono costruttivo, evidenziando però un sentiment ancora estremamente fragile e dipendente dalle notizie geopolitiche.

Lo shock energetico resta il fattore dominante. Il protrarsi di prezzi elevati del petrolio avrà, come ribadito in questi giorni, effetti diretti su inflazione, crescita e margini di manovra delle banche centrali. Senza un cessate il fuoco credibile nei prossimi giorni, al più settimane, il rischio è che il Brent continui a oscillare su livelli alti, alimentando ulteriore incertezza e pressioni rialziste sui prezzi in caso di escalation.

Sul fronte americano, gli Stati Uniti dovranno rifinanziare a breve circa un terzo del debito pubblico federale, in un contesto in cui i rendimenti obbligazionari sono in rialzo a causa del conflitto. Un suo prolungamento farebbe aumentare ulteriormente il costo degli interessi sul debito, poiché gli investitori chiederanno ritorni più alti rispetto a solo poche settimane fa.

Fonte: tradingeconomics.com

Questo scenario complica gli obiettivi iniziali dell’amministrazione americana di ridurre i tassi e mantenere il petrolio a livelli competitivi…oltre che minare la buona riuscita delle elezioni di midterm previste per questo autunno.

Investor toolkit

La seduta di ieri mostra quanto rapidamente i mercati possano passare dal panico all’euforia quando il petrolio è guidato da notizie geopolitiche. Movimenti così ampi in poche ore sono difficili da interpretare e ancora più difficili da anticipare.

Per questo, in contesti dominati dall’incertezza, diventa fondamentale mantenere un approccio disciplinato e verificare che la propria strategia sia costruita per resistere a shock improvvisi, senza lasciarsi guidare dalle oscillazioni di breve periodo.

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