Q1/2026: trimestre difficile tra geopolitica e dubbi sull’AI

Lo shock energetico e i crescenti dubbi sulla profittabilità dell’AI hanno segnato un primo trimestre complesso per gli investitori. I mercati chiudono in territorio negativo su tutti i principali indici azionari, ad esclusione di pochi.

Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente, la prolungata chiusura dello Stretto di Hormuz e il conseguente shock energetico hanno pesato fortemente sui rendimenti azionari, già sotto pressione per le prese di profitto legate allo scetticismo sull’AI emerso dopo la stagione delle trimestrali di inizio anno.

Fino a poche settimane fa si discuteva infatti della sostenibilità dei massicci investimenti delle mega cap tech per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Nonostante earnings solidi, gli investitori hanno iniziato a chiedersi se i futuri ritorni giustificheranno davvero tali esborsi.

Il caso Micron (NASDAQ:MU)) è emblematico in tal senso: dopo aver più che triplicato i ricavi grazie alla forte domanda di memoria HBM per l’AI, il titolo ha perso circa il 30% dal giorno della trimestrale di metà marzo. A pesare ulteriormente sul titolo è stato l’annuncio di Google Research del 24 marzo del nuovo algoritmo TurboQuant, che permette di far girare modelli AI di grandi dimensioni consumando molta meno memoria.

La notizia ha innescato vendite sul titolo e su tutto il comparto per il timore che una maggiore efficienza possa ridurre la domanda futura di chip di memoria, fornendo ai più scettici l’opportunità per ridurre il rischio e portare a casa un po’ di profitti.

In questo contesto, le tensioni geopolitiche hanno amplificato la volatilità e reso ancora più fragile il sentiment degli investitori. Oggi, tuttavia, i mercati USA hanno rimbalzato bruscamente (S&P 500 +2,3%, Nasdaq +3,2%, Dow +1,8%) grazie a rinnovate speranze di de-escalation nel conflitto con l’Iran. Trump ha lasciato intendere di voler chiudere rapidamente la guerra, mentre Teheran si è detta pronta a porre fine alle ostilità in cambio di garanzie di sicurezza.

Il petrolio Brent (BRN1!) ha reagito con una netta contrazione delle quotazioni (-3,18%), ma l’incertezza resta elevata.

Investor toolkit

Le fasi in cui cambiano rapidamente le aspettative su crescita, inflazione e tassi sono spesso le più difficili da interpretare. Non esiste un singolo indicatore guida, ma un insieme di fattori che si muovono in direzioni diverse.

In questi contesti diventa fondamentale mantenere coerenza nelle scelte e verificare che la propria strategia sia costruita per affrontare scenari alternativi, senza dipendere da una sola previsione di mercato.

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